BUROLO 5-5-2019

BUROLO INCORONA CASALEGNO, ROSA, CUFFIA , MAZZUCHHELLI E AGOSTINONE

BUROLO INCORONA CASALEGNO, ROSA, CUFFIA , MAZZUCHHELLI E AGOSTINONE

Campioni che vincono sul campo e campioni che vincono fuori. Ci sono coppe e medaglie che si possono mettere in mostra nelle bacheche di lusso e medaglie  che  si posizionano di solito  molto vicino al cuore, come quella che il maestro di vita e di sport Armando Campesato, il quale non corre più per raggiunti limiti di età, ha indossato ieri nella “sua” Burolo che per un giorno s’è vestita a festa per accogliere la decima prova del fortunato Master Marcello Bergamo Mtb Cup. Bellissimo e impegnativo il percorso, disegnato in un contesto geografico incantevole con laghi e castelli che unitamente alla Serra Morenica facevano da sentinelle e i centoventi che hanno allacciato il caschetto, pare abbiano gradito moltissimo, specialmente i giovani che, è risaputo, scelgono gli sportivi come modelli da imitare. Sul fronte agonistico, comandate con la competenza e precisione di sempre da Gianni “Caterpillar” Riconda, c’è da rimarcare l’ennesimo strapotere del senior 1 Samuel Mazzucchelli che terrorizza tutti con quella personalità, cattiveria agonistica e sostanza fisica che lo hanno reso uno degli attaccanti più letali degli ultimi anni e nulla possono fare Roberto Leccadito e Grazianiano Zanolla per arginare tanta furia, stesso identico clip  per lo junior Davide Rosa, fratello dell’illustre ex Astana e ora Sky Diego Rosa che infligge quasi quattro  minuti di distacco alla coppia Leyninese composta da Lorenzo Barilati ed Enrico Bertolino. La sorpresa è il piatto più saporito del nostro master e dal cilindro dei senior 2 esce una  prestazione  inaspettata come quella che ci ha regalato Gianluca D’Ambros che ha infiammato tutti gli appassionati presenti per aver saputo anticipare di pochi secondi l’educatissimo beniamino locale Richy Ornaghi , il quale  si consola ai tavoli corposissimi del ristoro. Vittoria al cardiopalma quella del fortissimo veterano 1 Luca Cuffia che con un volata , vietata ai cardiopatici e deboli di cuore,  batte di un amen Franco Apruzzese dopo un’ora e mezza di dura battaglia, un corpo a corpo entusiasmante e per palati fini. Per uno che ha vinto tanto, come Domenico Agostinone con  tesserino da veterano 2, è difficile parlare di sorpresa, anzi, è una splendida conferma, una consacrazione cui anche gli avversari plaudono e infatti, i primi a congratularsi sono  proprio i battuti Corrado Fenzi e Roberto Lo Iacono. Il gentleman 1 Carmelo Cerruto non è uno di quelli che s’affidano all’oroscopo, ma si basa sull’allenamento serio, programmato e continuativo che dà sempre i suoi frutti ma, ieri ha sofferto molto più del dovuto per la resistenza ferrea di Andrea Tosetto che gli ha fatto sentire il fiato sul collo fin sui tappeti elettronici di Zio Renato Poletti , i quali certificano un gap di soli 4 stupidissimi secondi che ne certificano la lotta dura, ostinata  e asfissiante, niente a che vedere con la vittoria del gentleman 2 , il Bikers Team Valter Casalegno che ha frantumato fin da subito i sogni del leader di categoria Flavio Severico. I super A, lo sappiamo, sono personaggi animati da grande passione, quella maturata nel corso degli anni con gare dure e faticosi allenamenti e quando vincono, come ha fatto ancora una volta il longilineo e magrissimo (…sta diventando anoressico)  Claudio Biella, si emozionano ancora ed esultano come bimbi al luna park, non ha avuto ne la voglia ne la forza di esultare l’altro super, quello B  che risponde al nome di Aldo Allegranza che negli ultime metri rompe  la catena ma, si ricorda del suo passato di grande podista e percorre gli ultimi chilometri a piedi spingendo la sua KTM nera fin sui tappeti con ancora un minuto di tranquillizzante vantaggio su Matteo Petrucci, un vero Signore ( la S  maiuscola non è casuale) del ciclismo nostrano. Maria Elena Belfiore continua ad allungare la striscia di vittorie e conquista anche Burolo trascinando con se sul podio la rientrante Alessia Della Valle e l’innamoratissima Cistina Cavallin. Le altre vittorie vanno alla donna A  Marta Giaccaglia, al primavera Simone Amadio e al debuttante  Danilo “ Ivan Drago” Allamanno, ragazzo educato cresciuto alla corte del maestro Campesato che se lo mangia con gli occhi. Termina a tavola la bella giornata di sport voluta da Armando Campesato cui anche il sindaco Luigi Bellumori ha fatto gli onori di casa e ci ha invitati a ritornare in questo laborioso paesotto  posto ai piedi della Serra Morenica, terra fertile e ricca di storia che produce sani cibi, vini generosi e coinvolgenti manifestazioni sportive, come quella che ci ha fatto vivere la Fulvia Pagliughi capitanata dal grande saggio e sportivo vero Armando Campesato. Come dire: un nome, una garanzia!

Carmine Catizzone