comazzo2/12/2012

SLANZI E CORRADINI, DUE LAMPI A COMAZZO

ROBERTO SLANZI , UN LAMPO A COMAZZO


Non avrebbe mai pensato Francesco Croce, l’architetto della famosa  Fontana Pertusati, che attorno alla sua creatura si potessero organizzare della belle gare di ciclocross. Quando cinquecento anni fa fu costruita, pensò sicuramente ai romantici  innamorati che venivano qui aComazzo ad amoreggiare al suono delle sette note che l’acqua produceva a cascata nelle sette sottostanti  vasche. Ora, tutt’attorno alle rovine della fontana , si … amoreggia con le biciclette del criterium Palzola, sempre più vanitose e in carbonio, colorate, lucidate, truccate da star e si esibiscono in un  melodico concerto abilmente diretto  da Angelo Bonalumi, uno dei più abili giudici del panorama nazionale Acsi Udace.

         

Oltre cento … musicisti formano l’orchestra dell’ottava prova, ragazzi unici , che corrono col cuore e fanno gruppo, esattamente come vogliano i responsabili del criterium sponsorizzato dal sciur Poletti. Il primo pezzo lo suona il gentleman Roberto Slanzi che si  esibisce in un virtuosismo da Scala, una di quelle esibizioni che fa scattare in piedi gli spettatori che alla fine si spellano le mani. Il battuto è un corridore illustre, l’ex pro Angelo Tosi, incappato in una giornata nera che neanche  lui sa spiegare e ora la domanda è: ”ma Slanzi si ispira a Paganini che non ripeteva mai, oppure a Bheethoven  e  allora ci aspettiamo delle repilche?” Nei Super “A” , Pirozzini eSommaruga , due eterni ragazzi della via Gluch, quelli degli anni cinquanta  e del cielo in una stanza ma che ormai hanno un tot di anni sulle spalle.

                                                                             

Si, proprio loro, sono rimasti iperattivi  e pieni di vita  come ai tempi di Celentano e Rita Pavone. A vederli ancora oggi, correre cheek  to cheek  sulla stessa mattonella finchè non finisce il disco in vinile, o se preferite , finchè non si arriva sul traguardo che stavolta premia Flavietto Sommaruga,  il più  forte, o forse no, forse il più furbo. Bene anche Allegranza, Buttò e Ghidoni arrivati nell’ordine. Lo conosciamo bene il super “B” Claudio Guarnieri. E’ uno di quelli che prima ti regala l’illusione di potercela fare , poi , quando meno te lo aspetti, ti spara in faccia un allungo che ti lascia tramortito e allora ti consoli col podio, come hanno fatto Vincenzo Vezzoli  e Rino Tavani che attendono la “stecca” di Guarnieri che non arriva mai. A proposito di forti, per gli appassionati che seguono da tempo il ciclocross, il suo non è un viso ignoto.

                    

Francesco Corradini, tesserino da senior timbrato dalla corazzata Pengo, è un icona del ciclismo amatoriale e per carattere è un mastino: docile giù dalla bici, aggressivo e grintoso quando ha il numero spillato sulla schiena. Oggi era loquace come un agnellino, sia prima che dopo la gara e non perché ci avviciniamo al Natale , ma perché ha vinto abbastanza nettamente su Marco Colombo, Claudio Pivotto e Graziano Bonalda  e soprattutto perché sa di poter difendere degnamente la sua maglia tricolore a casa Riconda. La gara dei cadetti  è stata dominata da  un atleta forte, Andrea Bonollo, che ha in mano tutte le carte della scala reale ed è anche capace di cambiare tattica di gara in corsa,  un atteggiamento in corso d’opera che ha scompigliato i piani di un attaccante di razza come Angelo Pederzoli ma chi ci sta entusiasmando è il … nuovoFrancesco Barbazza, uno junior arrivato da poco nel ciclismo amatoriale ma già in corsa per le vittorie e per la generale. Strappa applausi a scena aperta anche il senior  Angelo Borini che schianta la concorrenza e ad un certo punto , non più contrastato da Edoardo Romanò e Luca Luraghi , si concede una passeggiata della … salute. Il derby dei debuttanti è stato vinto daEdoardo Rimoldi sul fratello più giovane Richi mentre fra i primavera  è ancora Biagio Borella a primeggiare sul compagno di squadra Luca Bergamelli. Il più “ fisicato”  Thomas Beltrami ( primavera 2) ha la meglio sul capitano Jacopo Barbotti. La donna “A”Samantha Profumo  voleva vincerla e alla fine l’ha vinta questa gara, con quel pizzico di spregiudicatezza che serve per le mission impossible. Davanti aveva la campionessa Cristina Cortinovis,  anche se, bisogna dirlo, non è al massimo della condizione, e Patty Caimi ma oggi Samantha era davvero super. Quarta Silvia Bertocco, felice di aver trovato nel nostro gruppo il suo habitat naturale e una famiglia davvero aperta. Chiude la saga delle vittorie, Barbara Fanchini, il miglior prodotto amatoriale degli ultimi anni, campionessa italiana in carica che si libera davvero facilmente di Sabrina Bellatti, Clara Perletti e Roberta Nicolini. Bellissima la premiazione che sancisce un altro clamoroso successo del criterium Palzola che ci ha garantito ancora un gorgonzola - party, mentre Angelo Bonalumi ha avuto parole di elogio per chi come Pederzolli, Corradini , Borella, sono arrivati a Comazzo cuccandosi centinaia di chilometri,  per Fabrizio Scaramuzzi per quanto fa in un comitato così importante come quello di Milano e per Bruno Agostino , titolare dell’Autiliscate.

Carmine Catizzone




RIVEVIAMO E PUBBLICHIAMO BY MAURIZIO BORELLA 




Comazzo

Domanica 2 dicembre 2012

Sicuramente è valsa la pena di fare 300 km (150 andata e 150 ritorno) e 4 ore di macchina per andare in questa per noi sperduta ma ridente località lombarda sulle rive dell’Adda.

Grande percorso! Panoramico e completamente aperto ad anfiteatro sugli spettatori che hanno potuto seguire ogni fase della gara comodamente dalla zona di partenza/arrivo.

Non sembra assolutamente di essere a pochi km dalla grande tangenziale milanese, fatta di cemento, asfalto, centri commerciali e zone industriali.

Qui a Comazzo ci sono invece prati a perdita d’occhio che ti danno l’idea di come doveva essere la campagna lombarda quando Renzo Tramaglino cercò di attraversare l’Adda per sfuggire dal Ducato di Milano nel quale era ricercato per raggiungere Bergamo. E mi piace pensare che Renzo, passando da queste parti, possa essere capitato nel parco di villa Pertusati ad ammirare ed ascoltare la "fontana della musica", l'originalissima opera costituita da 7 scalini ognuno dei quali, grazie a particolari giochi d'acqua, riproduceva il suono di una nota musicale. Struggente e malinconico brano musicale che accentuava ancora di più la nostalgia per sua amata Lucia dalla quale si stava forzatamente allontanando.

Il grande Manzoni probabilmente si è rivoltato nella tomba dopo aver letto queste mie poche righe anche perché non solo i tempi storici non coincidono, infatti i Promessi Sposi sono ambientati nel ‘600 mentre la villa è del ‘700, ma anche il guado dell’Adda di Renzo sarebbe avvenuto molto più a nord, verso Lecco. Inoltre la mia capacità letteraria a confronto di quella del Manzoni è paragonabile alle mie capacità ciclistiche a confronto di quelle di Contador. Quindi prendo una cantonata sia storica, che geografica, che letteraria.

Ma mi piace fantasticare perché in qualche modo devo giustificare l’affermazione di Carmine che della fontana di Comazzo parla di: “fontana dell’amore”. Quindi cosa c’è di meglio che inserirla nella vicenda di Renzo e Lucia, cioè la storia universale dell’amore identificata come l’amore stesso.

Certo che adesso la fontana mi è sembrata un po’ in abbandono, ricoperta di sterpaglie d’ogni genere e dimenticata forse anche dai Comazzini stessi. Un vero peccato perché certe testimonianze storico artistiche del territorio delle nostre provincie potrebbero essere anche fonte di reddito se gestite al meglio. Se certe cose ce le avessero gli svizzeri le farebbero certo rendere al meglio. Invece ce le abbiamo noi e gli svizzeri ce le invidiano, ma noi … le trascuriamo!

Noi del Master Palzola invece valorizziamo il territorio che calpestiamo con le nostre bici e portiamo alla ribalta anche queste perle della provincia sconosciuta nella speranza che qualche istituzione se ne accorga e le renda il merito dovuto.

Il percorso del ciclocross di oggi infatti, magistralmente disegnato dagli organizzatori, passava attraverso a quelli, che a prima vista sembravano ruderi abbandonati nel profondo buio di una mentalità politica che dà più importanza al risultato elettorale che alla Cultura, ma che in realtà sono opere d’arte, che rappresentano quello che rimane della “fontana dell’amore”.

Ma per fortuna a Comazzo c’è una luce, si chiama Angelo Bonalumi (lo dice il nome: una “buona luce”), che nel suo piccolo lavora come un forsennato gratuitamente per pura passione, organizza una manifestazione di assoluto livello con ricche premiazioni e, a suo modo, valorizza enormemente quei luoghi che l’ottusa mentalità politica, con mezzi assai maggiori, non ha saputo ancora mettere in luce.

Grazie Angelo, in questo avvento natalizio impregnato dalla crisi economica sei “l’Angelo della Buona Luce”, ci hai fatto passare una bella giornata di sport e contemporaneamente hai valorizzato la tua terra. Con la tua modestia e la laboriosa simpatia che ti contraddistingue non hai presentato un problema ma hai realizzato una soluzione.

 

Maurizio Borella