I NOSTRI RAGAZZI ...

GIRA L'ITALIA IN NOME DELL'AVIS E LEGA AMBIENTE

 GIRA L'ITALIA IN NOME DELL'AVIS E LEGA AMBIENTE

Sono Gino Piludu ho 61anni, in pensione dal primo Luglio 2017,volontario Legambiente del circolo di Cassano Magnago(Varese) di cui sono vicepresidente.Avendo finalmente tanto tempo a disposizione e vinte le ultime diffidenze di mia moglie ho potuto coronare il sogno che avevo nel cassetto:il Giro d’Italia in bicicletta. Grazie al suggerimento del mio amico e collega di lavoro Giacomo Malpeli,presidente della sezione Avis di Oggiona con Santo Stefano,ho accettato di fare da testimonial per la campagna a favore della donazione del Sangue Come attivista di Legambiente ho pensato di monitorare i luoghi che avrei attraversato sia dal punto di vista ambientale che da quello umano. Armato di penna e quaderno ho fatto decine di annotazioni,ho scattato centinaia di foto,parlato con tante persone ricavandone un quadro abbastanza variegato sulla nostra penisola.

Un gruppo di amici e parenti mi ha seguito tramite WhattsApp giorno per giorno incoraggiandomi in questo lungo viaggio di 2500 chilometri e durato trentadue giorni. IL mezzo che ho usato e’ una city bike Atala a ventuno rapporti regalatami dai colleghi di lavoro per il mio pensionamento.Per il trasporto dei bagagli(tenda ,sacco a pelo, materassino,fornelletto,pentole e indumenti vari)ho usato un carrellino monoruota e le borse da bici. Per risparmiare sul peso non ho portato cartine,le informazioni le chiedevo alle persone che incontravo lungo la strada Volutamente non ho studiato un piano preciso sia sul percorso,sia sulla lunghezza delle tappe ne sui posti dove avrei dormito.Volevo sperimentare il grado di ospitalita’nelle varie regioni italiane. Devo dire che ne ho ricevuto un riscontro molto positivo. Spesso,non trovando campeggi nelle localita’che raggiungevo a fine giornata(pedalavo circa dieci/ dodici ore al giorno spingendo piu volte la bici sulle salite)ho dormito in oratori,in casa di famiglie allertate da amici a casa,pernottato in B&B offerti dalle sezioni Avis di Salemi e Boscobello in Sicilia,ospitato da persone che vedendomi in difficolta’non hanno esitato ad aprirmi la porta.

Ho dormito anche sotto le barche,in spiaggia,vicino ai camper,in parcheggi per auto. L’unica preoccupazione che avevo era quella dei cani randagi.Per ben due volte sono stato inseguito da questi animali con un po’ di spavento.Le altre volte che cercavano di attaccarmi li affrontavo armato di un bastone. Ho incontrato,conosciuto e parlato con decine di persone raccogliendo testimonianze,confidenze,preoccupazioni.Spesso sono stato invitato, una volta tornato al Nord,di dire che il Sud non e’solo camorra ndrangheta e mafia ma e’ anche voglia di cambiare il paese in meglio. A Giuseppe Antocci(presidente del Parco dei Nebrodi che vive sotto scorta perche’ minacciato dalla mafia)ho portato la solidarieta’di Legambiente.  Il suo e’ un esempio molto concreto e coraggioso di chi vuole bene alla propria terra e alla propria gente. Ecco queste sono le cose che hanno reso questa mia avventura veramente speciale. Annotazioni invece in chiaroscuro per quello che riguarda l’ambiente. In 2500 Km percorsi pedalando ho constatato quanto sia bella l’Italia e quanto sia maltrattata.Spiagge,scogliere ,strade,campagne cosparse di rifiuti di ogni genere.Spesso ho respirato il fumo degli incendi che in particolare modo quest’anno hanno devastato la nostra penisola. Ho fotografato case costruite in riva al mare crollate per l’erosione a Villafranca di Tirrenia,strade inghiottite dal mare a sant’Agata di Militello,un porto faraonico per barche da turismo a Capo d’Orlando. Lungo la statale Domitiana(Campania)la puzza dei rifiuti bruciati mi ha infastidito molto.

Avendo scartato la dorsale Appenninica perche troppo impegnativa,il litorale Adriatico che gia’ conoscevo,ho deciso di percorrere tutta la costa Tirrenica. Per non sobbarcarmi centinaia e centinaia di chilometri in piu’su strade alternative piu sicure ho viaggiato quasi sempre su statali pericolose e molto trafficate.Via Emilia,statale val di Magra,Aurelia da Sarzana a Roma(gli ultimi 80 Km percorsi di notte),la Cisternese,la Pontina,la Domiziana,la Tirrenica,una superstrada in Sardegna,la statale dei Giovi in Liguria.Ho percorso chilometri di gallerie. E’ una esperienza che difficilmente ripetero’e sconsiglio chiunque di percorrere queste arterie. Non e’ che mi aspettassi di meglio .Comunque trentadue giorni  pedalando dall’alba al tramonto(mi alzavo alle 04.30 del mattino)a stretto contatto con auto, camion,autobus che sfrecciavano a tutta velocita’ sfiorandomi piu volte mi hanno convinto che l’Italia non e’ un paese per biciclette. Pochissime volte una striscia bianca delimitava il traffico automobilistico da quello ciclopedonale. Non parliamo poi della segnaletica.Scarsa,poco chiara spesso fuorviante.A Livorno,nonostante avessi chiesto a un vigile indicazioni per Orbetello, dopo una una decina di chilometri ho dovuto tornare indietro perche da quel tratto in poi la circolazione alle bici era interdetta.In alternativa 60 Km percorsi sulle colline maremmane chiedendo in continuazione indicazioni  sulla meta finale.

Spesso i cartelli sono messi a casaccio.In alcune superstrade mancano i divieti per impedire l’accesso ai velocipedi. A Pavia ho imboccato la bretella autostradale ed e’ intervenuta la vigilanza col furgone. Spesso ho visto cartelli occultati dalla vegetazione.Posa della segnaletica approssimativa.Addiritura a Cagliari i cartelli stradali sono totalmente inesistenti.Lungo la costa napoletana non sapevo mai i paesi che attraversavo.Dovevo chiedere sempre informazioni. Adesso capisco perche’ in questo lunghissimo tragitto ho incontrato pochissimi cicloturisti. Un viaggio sicuro va preparato per tempo studiando le cartine,documentandosi sui luoghi da attraversare,sui posti dove dormire. Da questa eperienza non ho la pretesa di insegnare niente a nessuno.Pero’ una cosa voglio dirla.Il mio invito e di abbandonare  stereotipi e pregiudizi molto diffusi e poco benevoli .Dovremmo cercare di  avere piu fiducia negli altri cha apparentemente ci sembrano molto lontani dal nostro modo di vivere e pensare. L’impegno che ci dobbiamo assumere e’ quello di spingere le Amministrazioni locali,Regionali e l’Apparato Statale a lavorare per permettere a tutti e specialmente ai ciclisti e ai pedoni di viaggiare sereni. Prendiamo esempio dai paesi del Nord Europa dove la bici e’ oramai il mezzo di trasporto piu diffuso nelle citta’ e non solo. Il mio invito e’ di credere sempre piu nell’uso della bici per andare a lavorare,per spostarsi in citta e per andare in vacanza Voglio ringraziare tutte le persone che mi hanno sostenuto da casa,quelle che mi hanno ospitato a casa loro,chi mi ha fermato per strada anche solo per offrirmi un caffe’ o per scambiare due chiacchere. Un saluto speciale a Pandev,il ciclista che mi ha soccorso il primo giorno e portato a casa sua per riprendermi da un malore.All’Avis del Trapanese che mi ha accolto con tanto affetto e calore,a Licata Francesco presidente Avis provinciale  di Trapani,una persona veramente speciale Il ricordo  di questo viaggio avventuroso che mi ha dato tante emozioni mi accompagnera’ per sempre.     

GINO PILUDU                                                                                     

GITA A BELGIOIOSO CISTA DA UN CONDOR

GITA A BELGIOIOSO CISTA DA UN CONDOR

 

 

C’è  un  processo  nell’economia  del  creato  che  non  può  mai  fermarsi  ed  è  quello  che  fa  della  notte  il  preludio  del  giorno  con  una  incognita:  non  hai  mai  la  certezza  se  con  un  sole  splendente  nel  cielo  o  sotto  una  coperta  di  nubi. Il  10  di  giugno  era  scritto…niente  incognita!  Cielo  terso  e  sole  splendente  ad  accogliere,  sul  piazzale  mercato  di  Cassano  Magnago,  quella  piccola  folla  festante  di  ragazzi  e  ragazze  meno  fortunati  con  i  loro  accompagnatori.  Li  guidava  quel  Caporal  Maggiore  che  all’anagrafe  è  conosciuta  come  Nadia Zorzi

È  stato  bello  rivedere  volti  di  amici  sui  cui  fiorivano  sorrisi  che  davano  la  misura  e  l’intensità  per  il  piacere  di  ritrovarsi  ancora  una  volta  accomunati  da  quel  sentimento,  che  per  alcuni  può  essere  solo  un’astrazione,  ma  che  per  noi  “Rapaci” è  la  massima  dimostrazione  di  cos’è  il  “bene”. All’arrivo  del  pullman,  che  ci  doveva  trasportare  in  quel  di  Belgioioso (PV) si  è  sentita  la Nadia richiamare (con  un  ordine  perentorio)   “Gregorio”  che  come  suo  solito  non  seguiva  regole  ed  era  derapato  sulla  strada  del  casinista.

A complemento  di  Nadia,  insostituibile,  lavoravano  nell’ombra  la  schiera  dei  volontari.  Era  bello  vedere  l’Emilio  Croci sbuffare,  il  Marcello Crespan   (Presidente)  sospirare  con  gli  occhi  rivolti  al  cielo,  l’Angelo  e  l’Edo  riderci  sopra.  Qualche  autista  litigare  con  l’attrezzatura  ormai  obsoleta  dei  Ducato  per  il  bloccaggio  delle  carrozzine  porta  disabili…l’eterogeneità  di  un  gruppo  può  creare  situazioni  complicate,  ma  se  prese  con  saggezza,   si  possono  sempre  risolvere  e  farne  motivo  di  scoppi  d’ilarità  generale.  Credeteci…se  ne  fecero  di  belle…

Partenza…al  pullman  pieno  zeppo  si  accodarono  alcune  macchine  e  i  pullmini  Ducato  che  trasportavano  chi  non  poteva  fare  a  meno  della  carrozzina. Nel  viaggiare  su  quelle  strade  che  portavano  a  Belgioioso  non  si  poté  fare  a  meno  di  commentare  il  come  deve  essere  stata  la  vita  di  quelle  persone  che,  diverse  generazioni prima  della  nostra,  hanno  vissuto  la  lavorazione  di  quei  vasti  campi  che  ci  apparivano  ancora  immersi  nella  coltivazione  di  riso  e  foraggi  vari. Il  sacrificare  tante  ore  in  quel  duro  lavoro  senza  l’ausilio  di  macchine  agricole,  vedere  la  metà  del  raccolto  di  quei  terreni  lavorati  a  mezzadria  finire  nei  granai  di  quei  signorotti,  padroni  del  castello  che  si  andava  a  visitare,   (era  la  legge  della  sopravvivenza)   per  non  parlare  dell’isolamento  vissuto  per  mesi  causa  neve  e  dense  nebbie  a  rendere  tutto  uniforme   su  quel  gelo  Padano.   Il  duro  patire  di  questo  tenore  su  quei  campi,  per  molte  generazioni,  ha  creato  il  bisogno  della  condivisione  e  l’orgoglio  per  superare  le  difficoltà  del  contingente.  Si  è  respirato  su  quel  vivere  aria  contadina,  aria  ricca  di  saggezza  popolare    che  oggi,  riversatasi  sui  suoi  giovani  abitanti,  ne  ha  fatto  lo  specchio  con  catino  adibito  al  lavaggio  d’un  egoismo  intriso  di  povertà  umana.  Non  tutti  giovani  sulla  carta  d’identità  ma  giovani  nello  spirito…in  quel  sapersi  mettere  a  servizio  nel  gestire  la  cosa  pubblica  senza  ridondanti  sigle  politiche.

A  Belgioioso,  sono  scesi  dal  nostro  Pullman  quelli  che,  per  la  moderna  società,   vengono  identificati  come  “Gli  ultimi”…ma  loro  erano  la  ad  attenderci  come  si  attende  una  “star” . Nella  nostra  discreta  vita  di  “Rapaci”  molto  abbiamo  visto  ma  ci  mancava  una  cosa:  Vedere  l’amalgamarsi  dei  volontari  targati  A.F.P.D.  con  tutta  la  giunta  di  una  cittadina:  In  testa  la Sindachessa  Francesca Rodato, tanto  giovane  quanto  bella  e  collaboratori.  Mamme  pasticciere  imbandire  una  tavolata  di  torte.  Carrozzine  spinte,  in  quegli  ampi  saloni,   un  po’  da  tutti.  Sembrava  una  gara  per  l’essere  di  utilità.  Aleggiava  su  quella  “Bolla”  fuori  dal  mondo  una  serena  armonia:  Forse  era  dovuto  al   gemellaggio tra  persone  dalla  concreta  sensibilità  rivolta  a  quel  mondo  fatto  di  creature  di  un  Dio  minore…?  O  forse  l’accogliente  saggezza  ereditata  da    quel  mondo contadino…?  Mah…Chissà…Forse!   

Ci  furono  offerte  ampie  spiegazioni  su  usi  e  costumi  inerenti  il  castello  e  la  loro  attuale  gestione  in  un  linguaggio  accessibile  a  tutti  e  con  un  tono  di  familiarità  che  colpiva. Mauro Barbotti  il  fotografo,  ha  sudato  le  classiche  sette  camicie  per  accontentare  tutti.  Ci  è  riuscito…?  Se…  no!  Sarà  motivo  per  impegnarlo  quando  ci  ritorneremo  su  invito  della  Presidentessa  della  Proloco.  Invito  fatto  sotto  gli  alberi  della  sede  che  ci  ha  ombreggiati  mentre  si  mangiavano  panini  e  crostini  spalmati  di  Palzola.  Il  tutta  bagnato  da  bibite   e vino  bianco  Riesling  molto  gradito  dalle  signore. 

Abbiamo  volutamente  lasciato  per  ultimo  il  più  umile  dei  fautori  di  questa  gita  per  disabili…l’amico  Mariolino Rovida.  Dire  che  abbiamo  apprezzato  è  il  minimo  che  possiamo  scrivere. Caro  amico,  oggi  grazie  anche  a  te  a  Belgioioso   abbiamo  scritto  un  pezzo  di  storia  di  quell’associazione  la  cui  finalità  è  anche  quella  di  porre  il  mondo  davanti  alla  necessità  di  farsi  umile  nel  posare  lo  sguardo  su  chi  dalla  vita  ha  avuto  poco  e  immergere  il  pensiero  sul  percorso    delle  difficoltà  di  un  familiare  e   le  problematiche   del  volontariato. Belgioioso  è  caratterizzato  da  fossati  su  cui  si  possono  vedere   quei  volatili  affezionati  a  campi  invasi  dall’acqua  quali  gli  aironi  che  banchettano  in  libertà  senza  paura  d’essere preda  di  becchi  adunchi. Alla  partenza  del  pullman  per  il  ritorno  a  Cassano Magnago  sentimmo  un  mormorio… i  rapaci  amano  le  montagne  ma  oggi  hanno  preferito  sostare  a  ridosso  degli  acquitrini  e  hanno  fatto  incetta  di  preda…il  nostro  cuore!  Ma  ci  hanno  lasciato  un  po’  di  quel  sentimento  che  arricchisce  i  cuori  disponibili  a  viverlo  e  cioè  :  Amore  per  Amare.  

 

GREG SOTTOCORNA ...UN RAPACE

 

                                                                                                                         

 

       

STORIE DI SPORT E AMICIZIA

STORIE DI SPORT E AMICIZIA

 

Ci sono storie, sensazioni, situazioni di sofferenze ed emozioni che non fanno rumore e vanno raccontate senza gridare. Sono quei romanzi di vita che vanno semplicemente sussurrati  e per “sentirli” bisogna assolutamente fare silenzio! Protagonisti  di questo reality sono, una volta tanto, gli ospiti  della A.F.P.D.  (Associazione familiari Persone  Disabili ) “ragazzi speciali” di Cassano Magnago che sanno aspettare, aspettare che qualcuno si ricordi che esistono anche loro, con le loro vite che scorrono adagio e che gioiscono solo all’idea che venga loro dedicata una qualche ora di svago. Sabato 10 Giugno le loro emozioni hanno avuto modo di emergere grazie ad alcuni amici sportivi, chi scrive e Gregorio Sottocorna in primis ,poi Nonno Mauro Barbotti che scattava e stampava in tempo reale centinaia di foto,  e poi alcuni sponsor che ci stanno vicini da sempre e non perdono occasione di dimostrarci affetto per questi gesti che sono davvero il respiro della Provvidenza. Chi non mancano mai sono i “rapaci”  che grazie ad organizzazioni sportive  garantiscono a questi ragazzi la tradizionale gita che stavolta è stata organizzata al Castello Visconteo di Belgioioso dove ad attenderci  c’era Marietto Rovida e il suo fedelissimo amico Michelangelo e poi tutta l’amministrazione comunale a  cominciare dalla giovane sindachessa Avv. Francesca Rogato, e poi ancora il vice sindaco Francesco Di Giacomo, l’assessore Rina Colla che con gli amici del “Cicocico” ci ha garantito un bellissimo ristoro e il Prof. Fabio Roberto Zucca che ci ha raccontato tutta la storia del  famosissimo castello di Belgioioso e infine la Pres. della Pro-Loco Mary Giammona che s’è commossa fino alle lacrime  quando ha ricevuto  l’abbraccio di Rosy una diversamente abile davvero  amorevole, oltre che speciale. Insomma, un messaggio,  quello lanciato da Cassano Magnago sede della AFPD e  che ancora una volta va dritto al cuore di chi sa cogliere il significato profondo dello sport/solidale come fraterna accoglienza e condivisione con questi figli che i media chiamano diversamente abili , noi , semplicemente ragazzi speciali. Ora ci dedichiamo alla gara di Cerro Maggiore e poi ci concentreremo alla gita di Domodossola , questa volta organizzata per i nostri ragazzini  Down e anche per loro lanceremo il cuore oltre l’ostacolo. 

CARMINE CATIZZONE

LAURA ROGORA E BUSTESE OLONIA IN CAMPO PER GLI AMATORI

LAURA ROGORA E BUSTESE OLONIA IN CAMPO PER GLI AMATORI 

 COMUNICATO STAMPA

L'UC Bustese Olonia, storica e gloriosa società cittadina, attiva nel mondo del ciclismo dal 1919, organizza sabato 24 Giugno in occasione della festa patronale di Busto Arsizio, il Primo Trofeo Parco Alto Milanese. La gara è riservata alla categorie Master M/F della FCI ed aperta a TUTTI GLI ENTI.
L'intento della manifestazione è quello di promuovere il ciclismo giovanile nella città di Busto Arsizio. Valore a cui la nostra società crede da numerosi anni e che ha concretamente attuato con un vivaio dalla categoria Esordienti fino ad arrivare alla categoria Juniores. Vi aspettiamo numerosi!!!

PREFAZIONE

Conosco Alessandro Cardi, Pres. della Bustese Olonia, da una quindicina  d'anni e da sempre apprezzo la sua competenza sportiva e lo spessore umano degna dei grandi personaggi. Fra noi è nata un'amicizia vera e una bellissima collaborazione che spesso sfocia in gesti solidali. Anche Laura Rogora è una mia vecchia conoscenza che fonda le radici nel recente passato quando ancora pedalava nelle fila della Borsanese. La ritrovai poi, nella celeberrima Busto - Scopello e ora ne seguo le gesta in veste di valente sportiva che si occupa di politica attiva per il bene comune della sua città, Busto Arsizio. Ora , entrambi questi miei vecchi amici,  mi chiedono di dare una mano in una iniziativa sportiva che potrebbe ripetersi nel corso degli anni. Una gara serale dunque, di mountain - bike, dove l'aspetto sportivo si sposerà con quello umano al quale non mancherò, per rispetto di Cardi che ha lanciato fra i professionisti personaggi di altissimo spessore (l'ultimo è Edward Ravasi)  e di Laura Rogora che ci mette la faccia nello sport e nella politica. Sempre!

CARMINE CATIZZONE