TINA 20-01-2019

NELL’IPPODROMO DI TIMA …SCALCIANO AGRINI, TURSI, VERONESE E BIELLA

NELL’IPPODROMO DI TIMA …SCALCIANO AGRINI, TURSI, VERONESE E BIELLA
Eccolo, come in film, la spettacolare gara andata in scena a Tina di Vestignè del nuovo corso targato Csain che ha dato il compito organizzativo a Luciano De Bernardi e al suo laboriosissimo team Fuori Onda Bike che ha svolto il suo compito da 10 e lode per il percorso, i parcheggi interni e custoditi, l’accoglienza e le premiazioni dopo aver rifocillato tutti. Spettacolari le gare per via del fatto che sono state interpretate da attori protagonisti affermati che hanno dato sfoggio della loro bravura sottolineata da applausi convinti dei molti spettatori presenti . E’ il caso, per esempio, del Gentleman 1 Mauro Tursi che già al posizionamento in griglia dimostra una sicurezza disarmante e, quando parte la gara, impiega davvero poco a liberarsi della morsa dei fortissimi Massimo Salone e Mauro Sedici e andarsene come il passero solitario che per la campagna va finche non … more il giorno. Nella categoria gemella, quella dei gentleman 2, ha vinto e anche bene, quel Roberto Stagnoli che non s’è mai capito se è un gregario di lusso o un capitano credibile. Dopo questa autorevole prova ne sappiamo un po di più, certo, non sarà un cannibale ma è sicuramente un uomo aggrappato a dei grandi valori e quel dito puntato al cielo verso mamma Ornella, salita al Padre da poco, è molto eloquente, un gesto che anche Giovanni Pinna e Massimo Di Paolo , arrivati nell’ordine, hanno apprezzato. Pensare che il veterano 2 Giuseppe Ballini potesse dominare la sua categoria, non è un peccato mortale e lo ha dimostrato ampiamente a Massimo Riva e Paolo Toffanin arrivati dietro allo scatenato comasco che continua a difendere l’idea de essere capoclassifica nella generale. Oto Batilde e Licio Gelli , pur battendosi con tenacia nella folta categoria dei super A, non hanno potuto evitare la furia agonistica di Claudio Biella, polivalente amatore che quest’anno ha perso una sola gara, l’italiano, ma si è rifatto con la sua martellante continuità di rendimento. Nella categoria dei super B, “giovanotti” dai capelli d’argento e non per la tintura, è ancora Giovanni Fedrigo ad imporsi con la consueta bravura su un forte e determinato Vigilio Berti. Che gara quella dei giovani senior, se ne vanno insieme i due più forti del momento, Alessandro Agrini e Riccardo Cattaneo che se le danno di santa ragione ma nessuno dei due riesce a staccare l’altro, si accettano scommesse, il pubblico applaude e solo sul finale si decide la gara con Agrini (senior 2) che anticipa di poco Cattaneo ( senior 1) ma entrambi hanno dimostrato, con le loro pedalate rabbiose e convincenti, di avere il ciclismo nel sangue. Stesso identico film, quello dei veterani 1 con Simone Veronese e Ivano Favaro che lottano come leoni e con continui capovolgimenti di fronte, uno show da far rivedere nelle scuole, alla fine vince Veronese per aver saputo anticipare di poco la volata. Chapeaux! Il bello delle pedalate rosa è che non sono mai banali. Prendiamo quella delle donne A, se ne vanno in due, Laura Vecchio e Valentina Mariani, si sono battute con tenacia e una furia agonistica davvero esemplare, alla fine vince Valentina Mariani ma Laura è altrettanto competitiva. Molto bene anche Rosella Bazzarello, donne B, che vince su Oertel Kathrin che ha venduto cara la pelle ma si consola nel vedere finalmente il suo cucciolo Luca ( primavera) col numero sulla schiena, vincere la sua prima agognata gara. Le altre gare vanno a Jacopo Barbotti (debuttanti) e Nicholas Turetta ( Junior), il primo ha avuto la meglio sul gigantesco Gioele Binello vittima di una scollatura e il secondo ha avuto la meglio su Bum Bum Ballini che ha rotto il cambio, senza nulla togliere al valore dei vincitori che restano dei bravissimi amatori. Bellissime le parole dell’organizzatore De Bernardi in sala di premiazione che ha in cantiere anche gare di Duatlon, Gravel e G.F. da inserire nel comitato BI/VC Csain che sta lavorando duramente per darsi una nuova identità, trovare nuovi equilibri e un miglior grado di funzionalità e con questa gara di Tina lo ha ampiamente dimostrato e se dalle proprie idee e dalle proprie scelte dipendono i successi, non c’è magia che possa dare un senso diverso al destino di cui, tutto sommato, si è padroni.
Carmine Catizzone